“Ticino gravel coaster”, 1 marzo 2026
Là dove tutto ha inizio
Per chi ama la natura e le piace viverla nella sua totalità, a pedi, in bici, a cavallo, il parco naturale regionale del Ticino è sicuramente un punto di riferimento importante.
Ed è qui che si celebra il secondo atto del circuito Gravel land, “Ticino gravel coaster”, giunto alla sua quarta edizione, tenutosi in data 1 marzo.
Quattro i percorsi tracciati: 59; 79; 91 e 111 chilometri. Tutti in fuori strada nei sentieri del parco, lasciando all’asfalto pochissimo spazio e limitato ai soli attraversamenti di strada asfaltata, necessari per percorrere i diversi anelli.
Anche per questo evento il numero di partecipanti è stato significativo, più di 600 iscritti, delle più disparate tipologie, dal cicloturista puro, con tanto di borse a seguito, al velo gravellista, con la bicicletta limata al massimo per “menare”. Per tutti e quattro i percorsi, la partenza ed arrivo è a Turbigo.
Per vivere la giornata sino in fondo, la scelta è ricaduta sul percorso da 111 KM, con più del 90% di percorso su strada sterrata.
Partenza alla francese alle ore 9 in punto. I primi chilometri sono sulla ciclo-pedonabile del Naviglio grande, sino a Robecchetto. Poi svolta a destra e ci si immerge subito nei primi sentieri del parco, un po’ di fango, ma subito tanta bellezza a circondarti. A far da bellissima cornice anche le prime fioriture primaverili e i soliti aironi cinerini e garzette.
Lasciata Robecchetto alle spalle, i sentieri ci portano prima a Bernate Ticino, costeggiando le bellissime lanche, territorio eletto dalle due coppie di cigni reali, a loro stabile dimora da alcuni anni. Poi a Boffalora sopra Ticino, sempre in compagnia del fiume, in questo momento dell’anno in secca, ma comunque sempre affascinante.
A Boffalora sopra Ticino, con un breve tratto di asfalto si attraversa il fiume, per approdare sui sentieri che affiancano il canale Langosco che verrà percorso sino all’altezza del ponte di Turbigo. In questo tratto è un susseguirsi di canali secondari di irrigazione, campagna in lavorazione e bellissimi boschi.
Al ponte di Turbigo si attraversa la statale e s’incontra cascina Picchietta. Qui, a voler regalare ancoro più pregio alla giornata, nonostante il sole faccia fatica a fare capolino, per un breve tratto s’intravede anche la catena del monte Rosa a far da splendida cornice all’intero paesaggio.
Poi Cameri, dove attraverso single track tracciati nei boschi, si arriva a lambire Varallo Pombia. Qui s’incontra l’unico tratto di strada trafficata, che ci porta là dove tutto ha inizio, ovvero la diga della Miorina dove nasce il fiume Ticino.
Dalla diga si pedala per circa un chilometro, ancora su asfalto, per giungere a Panperduto dove ci attende il ristoro intermedio.
Lasciato alle spalle il ristoro, si entra nei boschi di Somma Lombardo, dove è il metronomo del picchio a far da ritmo ai pedalatori. A Vizzola Ticino giù di nuovo in picchiata sulla riva del fiume sino a Tornavento, poi Nosate ed infine Turbigo a concludere anche questo bellissimo e ben organizzato evento.
Che giornata!.
Alla prossima,
Sergio Lazzaroni



