Rando Eurobici 110 km
La giornata era iniziata con quelle premesse che ogni ciclista conosce fin troppo bene: cielo basso, aria umida, e quella sensazione inconfondibile che la pioggia non sia una possibilità, Per la società Amspo, siamo presenti: Roberto (per gli amici Roby) e Francesco (per gli amici Frank) ci guardiamo negli occhi prima della partenza, come per dirsi senza parole: “Andiamo lo stesso.” Perché il ciclismo, quello vero, non aspetta il meteo.
La partenza è un misto di entusiasmo e rassegnazione. Le prime pedalate scorrono su un asfalto già lucido, e dopo pochi minuti la pioggia inizia a cadere decisa. Non un temporale, ma quella pioggia insistente che entra ovunque, che appanna gli occhiali e rende ogni gesto più lento.
Si pedala in silenzio, concentrati. Le ruote tagliano l’acqua, le mantelline frusciano, il ritmo è regolare ma prudente. Le salite brevi diventano più dure, le discese richiedono attenzione. È il ciclismo che non fa sconti, quello che ti ricorda perché ami questo sport: perché ti mette alla prova, e tu rispondi.
Guardi avanti il cielo è più chiaro e dopo una trentina di kilometri le nuvole si aprono come un sipario e un raggio di sole colpisce l’asfalto trasformando la scena, finalmente è il segnale che aspettavamo
La temperatura sale, i guanti iniziano ad asciugarsi, la mantellina finisce in tasca. Le gambe, riscaldate dalla fatica iniziale, trovano un ritmo più fluido. La strada scorre veloce, i paesaggi si accendono di colori, e la randonnée cambia volto. Arriviamo a Canzo, punto di ristoro, ci prendiamo un caffè scansioniamo il QR code e via per la seconda parte del percorso che ci riporta a Milano.
Il vento è leggero, la strada è asciutta, e i chilometri scorrono. È quel momento magico in cui tutto funziona: la bici risponde, il corpo collabora, la mente è libera.
Costeggiamo il lago del Segrino e qualche su e giù tipico della Brianza, Besana Brianza, Suello, prima di affrontare l’unica asperità di giornatala salita pedalabile di Sirtori, in cima ci aspetta l’ultimo controllo del percorso.
Scansioniamo il QR code e via verso Milano, a noi si aggregano alcuni ciclisti della Eurobici.
Complice la leggera discesa il ritmo sale. La velocità esalta Roby che inizia a tirare il gruppo. Purtroppo il traffico impone di prestare molta attenzione e le rotonde richiedono maggiore sacrificio se perdi le ruote di chi ti precede.
Gli ultimi chilometri sono di relax. Non c’è più fretta, non c’è più fatica: solo la consapevolezza di aver trasformato una giornata inizialmente difficile in una bella esperienza, perchè la randonnée è un viaggio, non una gara.
Alla prossima.
Francesco Pace

